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Il Miglio d'Oro

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dasdNel 1709 in quella che allora era la città di Resina avvenne la prima scoperta della città sepolta di Hercolaneum. Una trentina d’anni dopo gli scavi sistematici presero il via grazie all’interesse di Carlo III di Borbone, che fece edificare nei pressi degli scavi una residenza: la Reggia di Portici. L’attivismo di questo principe illuminato fece della zona un felice punto di incontro tra scoperte archeologiche e fervore culturale. Il clima salubre e lo splendido paesaggio fecero il resto attirando la migliore aristocrazia napoletana settecentesca che qui poteva dedicarsi alle più raffinate attività di svago. Ercolano, dunque, diventa luogo ideale per la costruzione di ville e palazzi sontuosi progettati dai più illustri architetti dell’epoca e decorate dagli artisti più nominati. Queste ville, infatti, portano la firma di nomi illustri quali Vanvitelli, Vaccaro, Gioffredo, Fuga. Il duca di Noja nel 1775 realizzò una mappa di tutte le ville includendo anche una serie di incisioni, nonché le notizie storiche pertinenti ad ogni villa. Lo splendore di queste dimore era tale da far meritare alla strada che le costeggiava l’appellativo di ‘Miglio d’Oro’, definendo così il tratto di strada che, partendo da Villa de Bisogno, sull’attuale corso Resina di Ercolano, arrivava fino a Torre del Greco. Oggi si tende ad identificare con Miglio d’Oro tutta l’area includente le 121 ville vesuviane censite dall’Ente Ville Vesuviane che si estendono sul territorio che va da San Giovanni a Teduccio fino a Torre del Greco. Ercolano, però, possiede le ville più belle e famose e per questo è per antonomasia la città del Miglio d’Oro. Le dimore ercolanesi, infatti, sono circa una ventina, la maggior parte delle quali si affaccia sul corso Resina, mentre altre sono sparse in zone u n po’ più distanti dalla strada.
Attualmente in fase di restauro, Villa Aprile è considerata per la sua bellezza e sontuosità la ‘regina delle ville’. La felice posizione ne ha fatto il luogo ideale per la villeggiatura di personaggi famosi dalla sua costruzione, risalente al XVIII secolo fino agli inizi del 1900. I nobili e gli aristocratici amavano riunirsi qui ed intrattenersi nei due padiglioni simmetrici dedicati all’amicizia ed alla felicità. Il parco è adorno di statue, fontane, fra cui quella contenente il Prometeo marmoreo, e pittoreschi chioschi nonché un laghetto ricco di ninfee.
Villa Favorita deve il suo nome alla predilezione che per essa nutrivano i re, i principi e gli aristocratici più illustri che qui trovavano la fonte ideale a cui lenire la propria sete di sfarzo. L’impianto planimetrico è abbastanza singolare mentre le decorazioni interne sono purtroppo perlopiù perdute. Il parco, poi, è molto esteso e si prolunga fino al mare. In prossimità del quale ospita edifici splendidi quali la Palazzina del Mosaico, una piccola cappella e le due cafe – houses.
Villa Campolieto è certamente uno dei capolavori del settecento. La sua costruzione, per volere del duca di Casacalenda, prende avvio nel 1755. I lavori furono inizialmente affidati al Gioffredo cui subentrò il Vanvitelli. A quest’ultimo si deve lo scalone principale della villa, che richiama fortemente quello della Reggia di Caserta. La costruzione venne terminata nel 1775.
Villa Petti Ruggiero venne costruita nella prima metà del ‘700 per volere del barone Petti, i cui discendenti ne mantennero la proprietà fino al 1863, quando la villa passò in mano alla famiglia Ruggiero. La costruzione non mostra lo sfarzo delle ville costiere e presenta, dal punto di vista planimetrico, un impianto tipico dell’epoca. Notevole è il portale in piperno bianco e marmo bianco con ai lati lesene bugnate e capitelli ionici che sorreggono un balcone mistilineo.

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