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L'Osservatorio

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Fondato nel 1841 per volere di Ferdinando II di Borbone, l’osservatorio vesuviano nasce con il fine di studiare il complesso vulcanologico del Somma – Vesuvio. È dunque la prima struttura al mondo creata per questo scopo. L’istituzione scientifica venne collocata in un elegante edificio neoclassico, di due piani con un’ampia terrazza sul davanti, opera dell’ingegnere Gaetano Fazzini. L’ubicazione sul Vesuvio, tra Ercolano e Torre del Greco, venne scelta ad hoc: a 608 metri sul livello del mare, su un’altura isolata, l’edificio era così posto al riparo da danni ingenti in caso di eruzione, in quanto abbastanza distante dal cratere da non essere raggiunto da lapilli o proietti di grosse dimensioni, e, al contempo, abbastanza elevato da non essere interessato da eventuali colate di lava. L’Osservatorio venne inaugurato nel 1845, in occasione del VII congresso degli scienziati italiani che si tenne a Napoli. L’attività vera e propria, però, ebbe inizio solo nel 1848 quando la direzione dell’istituzione venne affidata al parmense Macedonio Melloni. A questi successe Luigi Palmieri, suo allievo. Il Palmieri avviò, a sue spese, delle ricerche di meteorologia elettrica pubblicando, intento, opere sulle eruzioni ed i vari fenomeni legati al Vesuvio e creando numerosi strumenti alcuni dei quali sono a tutt’oggi impiegati nella moderna vulcanologia. Il più significativo fra questi è certamente il sismografo elettromagnetico che ebbe tale successo da spingere l’allora governo giapponese all’acquisto di una copia al fine di un suo utilizzo nell’Ufficio Meteorologico Centrale di Tokyo. Fra gli altri studiosi che si succedettero alla guida dell’Osservatorio, sono da ricordare Raffaele Vittorio Matteucci, che si meritò una medaglia d’oro quando, quasi novello Plinio che non abbandonò la città ma anzi andò incontro alla lava per spirito di scienza e senso del dovere nel 79 d.C., restò all’interno dell’osservatorio durante un’eruzione. Altra guida memorabile di questa istituzione fu quella di Giuseppe Mercalli, il vulcanologo e sismologo noto per la omonima scala sismica adottata dall’Ufficio Centrale di Meteorologia, nonché per la carta sismica della regione Campania. L’edificio in cui originariamente era ospitato l’Osservatorio, ovviamente, non è più adatto ad ospitare l’istituzione scientifica per cui era nato. Oggi dunque svolge la funzione di sede del Museo dell’Osservatorio Vesuviano, dove vengono conservati ed esposti gli strumenti, di notevole pregio storico ed archeologico, utilizzati dagli scienziati e dai ricercatori che si sono succeduti nell’Osservatorio nel corso dei secoli, nonché svariate collezioni storiche librarie, pittoriche e mineralogiche. Non bisogna infine dimenticare la biblioteca Storica, ospitata all’interno dell’Osservatorio, in cui sono conservati testi del XVI e XVII secolo, una vasta collezione di riproduzioni pittoriche il cui soggetto è il Vesuvio in eruzione, nonché i campioni di lave, ceneri e minerali fumarolici.


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